Indice glicemico o carico glicemico? Facciamo chiarezza.

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Indice e carico glicemico
14 Ottobre 2020

Una sana alimentazione passa anche attraverso il controllo del carico glicemico. Scopri perché è diverso dall’indice glicemico e come quest’ultimo lo influenza.

L’indice glicemico (IG) è un argomento di cui si parla molto ultimamente, del carico glicemico molto meno. Se ne discute in relazione alla salute, alla linea, a una corretta alimentazione, alle malattie metaboliche come il diabete. Ma cos’è esattamente?

L’indice glicemico è un indicatore che misura la capacità di un determinato carboidrato di innalzare la glicemia, rispetto a uno standard rappresentato dal glucosio (IG=100).

Come si calcola l’indice glicemico?

L’IG viene espresso in percentuale, e si ottiene confrontando nelle stesse dosi l’alimento da valutare e il riferimento standard, il glucosio appunto (che ha valore 100).

In pratica, per stabilire l’IG di un alimento, si misura l’area incrementale della curva glicemica che si genera dopo averne mangiato tanto da introdurre 50 g di carboidrati. Il valore ottenuto viene rapportato in percentuale alla curva glicemica che si genera dopo aver assunto 50g di glucosio (bolo di glucosio).

Questo significa quindi, per fare un esempio, che un alimento che ha IG 50 avrà una curva glicemica con un’area incrementale dimezzata rispetto all’area incrementale del glucosio: alimenti a basso indice glicemico determinano picchi glicemici più bassi.

Il carico glicemico, un parametro completo

La quantità di carboidrati effettivamente consumata, questo misura invece il carico glicemico (CG), e per questo è ritenuto un parametro più completo per valutare un alimento, nell’ottica di inserirlo in un regime alimentare. Come è ormai noto, maggiore è l’impatto glicemico di un pasto, più consistenti possono essere le ripercussioni sulla salute e sul benessere dell’organismo.

Il calcolo del CG si ottiene moltiplicando l’IG di un alimento per i carboidrati, espressi in grammi, contenuti in quello stesso alimento.

Contro il picco glicemico, le fibre solubili

L’indice glicemico, e il conseguente carico glicemico, di un pasto non dipendono però solo dai carboidrati: ci sono altri elementi che incidono sulla velocità di ingresso del glucosio nel sangue. Uno di questi, uno dei più importanti e benefici, è costituito dalle fibre solubili.

Le fibre idrosolubili, viscose per loro natura, rallentano l’assorbimento del glucosio a livello di intestino, formando una sorta di barriera: la loro azione permette di mantenere la glicemia costante per un lungo periodo e limitare la produzione di insulina.

JAXplus, una rivoluzionaria selezione di fibre

Il brevetto JAXplus consente di selezionare fibre particolarmente efficaci nel ridurre il picco glicemico successivo alla digestione (Arabinoxilani) e nel diminuire la stimolazione insulinica, con evidenti vantaggi per il profilo metabolico, nel breve e soprattutto nel lungo periodo

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