Indice glicemico: l’importanza di controllarlo con l’alimentazione

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25 Novembre 2021

Tenere controllato l’indice glicemico è fondamentale per i diabetici ed in generale per tutte le persone che tengono al proprio benessere. Perché è importante tenerlo controllato? Cosa ci dice? Come possiamo incidere positivamente attraverso l’alimentazione?

Monitorare l’indice glicemico è fondamentale per i diabetici, ma più in generale per le persone che tengono al proprio benessere. Fondamentale è imparare quali alimenti aumentano di più la glicemia, quali determinano picchi glicemici e quali, hanno invece un andamento più lineare nel tempo.
Monitorare l’indice glicemico è fondamentale per i diabetici, ma più in generale per le persone che tengono al proprio benessere. Fondamentale è imparare quali alimenti aumentano di più la glicemia, quali determinano picchi glicemici e quali, hanno invece un andamento più lineare nel tempo.
Conoscere questo valore e come si comportano i cibi può aiutare ogni persona a sentirsi meglio e, soprattutto nei casi di persone con diabete di tipo 1 e 2 è importante capire quali alimenti sono alleati nel mantenimento della salute e del benessere.

Cos’è l’indice glicemico

L’indice glicemico (o IG) è l’espressione numerica della capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di incidere sulla glicemia.
Per calcolare l’indice glicemico, secondo il metodo di Wolever et al., si misura la glicemia dall’assunzione di 50 g di un alimento ogni 15 minuti per le due ore successive. La curva che ne deriva viene sottesa alla curva di glucosio, rilevata con le stesse modalità sullo stesso soggetto.
La velocità con cui aumenta la glicemia e la sua rappresentazione grafica sono l’indice glicemico.
A questo punto gli alimenti possono essere divisi in tre categorie in base all’indice glicemico:

  1. alto (IG>70): sono quelli che il corpo riesce a digerire e metabolizzare rapidamente, che provoca picchi di zucchero nel sangue;
  2. medio (IG 56/70): sono quelli digeriti un po’ più lentamente, per questo il picco è più contenuto;
  3. basso (IG<55): caratterizza i cibi a lenta digestione e assorbimento, in questo caso l’aumento di zucchero nel sangue e di insulina è meno repentino.

Come possiamo intervenire con l’alimentazione

Non basta, però, consumare alimenti con un basso indice glicemico per incidere positivamente sulla curva, poiché anche la modalità di cottura influisce sull’IG. Nel caso di alcuni alimenti, cotture molto prolungate causano infatti un aumento della curva, per questo sono da preferire le cotture “al dente”; inoltre anche far raffreddare un piatto aiuta: sebbene non si tratti di riduzioni importanti, anche far raffreddare un piatto invece di consumarlo bollente aiuta a ridurre l’IG.
Spesso chi soffre di diabete di tipo 1 e 2 può soffrire di altre problematiche che gravitano attorno a questa malattia (come ad esempio la sindrome metabolica, la necessità di perdere o controllare il peso…), per questo è consigliabile tenere controllati i valori dell’IG.
Le diete che tengono conto anche di alimenti e preparazioni utili a contenere l’indice glicemico hanno mostrato miglioramenti, in primo luogo, dei livelli di glucosio e di lipidi nei diabetici di tipo 1 e di tipo 2 e, in secondo luogo consentono alle persone di ottenere benefici anche in ottica di perdita di peso, perché la sensazione di fame viene ritardata.
Consumare cibi ricchi di fibre è fondamentale per intervenire positivamente sull’indice glicemico: ridurre la quantità di zucchero è importante, ma anche inserire verdure e alimenti integrali nel piano alimentare è altrettanto importante.

Cosa possiamo concederci

Tra i fattori in grado di influenzare la risposta glicemica postprandiale (cioè l’aumento degli zuccheri nel sangue dopo i pasti), come abbiamo rimarcato ci sono le fibre. Gli alimenti troppo raffinati perdono contenuto di fibre e non apportano la quantità necessaria al nostro corpo per intervenire sull’indice glicemico. Riportare le fibre negli alimenti e recuperare alcuni scarti delle lavorazioni alimentari è l’obiettivo di Heallo che con l’ingrediente brevettato JAXplus ha dato il via alla rivoluzione glicemica. Come? Inserendo arabinoxilani e betaglucani negli alimenti (come la pasta, la birra, ma anche il cioccolato e altri alimenti e bevande) per ridurre l’impatto dell’Indice Glicemico durante i pasti.
Tutti questi prodotti sono studiati per chi deve controllare la glicemia sia per la presenza di una specifica patologia sia per vivere in modo sano.

Bibliografia

Salmero´n J, Ascherio A, Rimm EB, et al. Dietary fiber, glycemic load, and risk of NIDDM in
men. Diabetes Care 1997;20:545–50.
Wolever TMS, Gourgeon R, Freeze C, Field C, Thongthai K, Canadian Diabetes Association
Clinical Practice Guidelines Expert Committee. Canadian Diabetes Association 2003 clinical
practice guidelines for the prevention and management of diabetes in canada: nutrition
therapy. Can J Diabetes 2003;27(suppl 2):S27–31.

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